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Palio dimezzato, Chiari insorge

I capitani delle Quadre bocciano senza appello l'idea
del Comune di ridurre la durata della manifestazione popolare.
I contradaioli: «Proposta indecente, semmai bisogna prolungare la festa»

Articolo a cura di Massimiliano Magli

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La storia è molto più breve, ma lo spirito accomuna i contradaioli di Chiari a quelli di Siena. Così, quando si sono sentiti paventare l'ipotesi di ridurre la durata del Palio delle Quadre, hanno gridato allo scandalo.

La reazione è di questi giorni, a circa un mese dal prossimo Palio, che si svolgerà dal 3 al 9 settembre, ed è una reazione furibonda. I presidenti di Quadra si dicono negativamente sorpresi dalla proposta del sindaco Sandro Mazzatorta in merito alla durata della manifestazione che, suggerisce il primo cittadino, «potrebbe allinearsi alla durata di altre persino più importanti, con tre, quattro giorni di festa». Aggiunge il sindaco: «L'idea non è tanto legata al disagio della città, quanto all'effettiva utilità per le Quadre. Temo che nei primi giorni di festa siano sacrificate inutilmente troppe energie».

Un'ipotesi che i quadraioli di Villatico, Marengo, Zeveto e Cortezzano hanno rispedito al mittente. Per la verità c'è anche un "ni", ed è quello del presidente di Cortezzano Leonardo Ferrari: «Diciamo - commenta - che capisco la proposta del sindaco, perché per questa settimana lavoriamo un anno intero e lo sforzo dei volontari è notevole. Ciò non esclude che, se dovessimo ritrovare nuove forze e nuove idee, il Palio non possa paradossalmente durare anche il doppio».

Guerino Facchetti, presidente di Zeveto (Quadra detentrice) non ne vuole nemmeno sentirne parlare: «Per questa manifestazione lavoriamo 12 mesi: che differenza fa tra tre, quattro giorni o sette? L'impresa si realizza nei mesi precedenti, non in quei giorni. Anzi, la settimana secondo noi dovrà comprendere anche la domenica precedente al Palio, quella in cui avviene l'apertura dell'anno sportivo e le contrade sfilano davanti alle autorità. Ecco, quella sera potrebbe già iniziare la festa, anziché attendere il lunedì. Peraltro - conclude Facchetti - il sindaco questa proposta non ce l'ha mai fatta ufficialmente, mentre i visitatori continuano a suggerirci un allungamento della festa».

Così pure la presidente di Villatico, Tiziana Girelli: «Non siamo assolutamente d'accordo. Le Quadre non si toccano, semmai sarebbe auspicabile un aumento dei giorni di festa. Forse non ci si rende conto delle sforzo che promuoviamo sia in termini economici che di energie». Amedeo Belotti è invece direttore artistico di Villatico: «Scherziamo? Potendo, dovremmo raddoppiare la festa. L'offerta culturale da parte nostra è straordinaria e se accorciassero la settimana toglierebbero pluralità alla cultura musicale, teatrale e figurativa che promuoviamo. Il problema non è in termini di durata. Semmai va rifondata la formula del Palio, rivitalizzandola con altre iniziative». E su questo Ferrari è il primo a concordare: «Sarebbe bellissimo per noi promuovere, ad esempio, la Fondazione Morcelli-Repossi come contenitore di eventi. Un tesoro culturale in cui potrebbero essere organizzate iniziative straordinarie, magari anche con la collaborazione delle altre contrade».

Infine Marengo, con la famiglia Antonelli (responsabile della Quadra) che si dice «assolutamente disinteressata a una proposta del genere: lo sforzo non è restare aperti il lunedì o il martedì - spiegano - ma è nei dodici mesi che lavoriamo per preparare il Palio. Quelli sì che sono una sfacchinata. Fare una decina di pastasciutte in più per due giorni non ci costa proprio nulla».

Dunque, se per quest'anno la formula resta confermata, per la prossima edizione il "rischio" è che il suggerimento del sindaco finisca per essere accolto in modo diametralmente opposto, con un allungamento della manifestazione. Per le Quadre, lo ricordiamo, la stima ufficiosa di visitatori è prossima alle centomila presenze.

Estratto da Bresciaoggi del 29/07/2006

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